Omar Offendum, rap e poesia

Al giorno d’oggi sono in pochi i rapper ancora in grado di coinvolgere con testi densi di significato, attuali e che aspirino a più di quante donne il rapper si è portato a letto. Omar Offendum è questo e molto di più.

Una storia dietro

La prima caratteristica di un rapper è di essere qualcuno, senza una storia tutti i pezzi sono semplice esercizio vocale, tanto banali quanto poco utili. La storia di Omar al contrario è una delle più particolari mai sentite. Nasce nel 1981 in Arabia Saudita da una famiglia siriana, la quale, quando Omar è ancora giovane, si trasferisce a Washington negli Usa. Viene allora mandato a studiare prima alla Islamic Saudi Accademy e poi alla University of Virginia School of Architecture, dal 2003 si trasferisce a Los Angeles per lavorare come architetto, cantante e poeta. Niente male direi.

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I pezzi

Anche in questo Omar Offendum risulta  essere uno dei soggetti più interessanti dell’intero panorama musicale arabo-americano. Nel 2010 lancia il suo unico album su Spotify: Syrianamericana, ancora oggi uno dei pochi album dove TUTTE le canzoni funzionano e puntano a raccontare oltre ad intrattenere. I temi sono più vari perchè Omar parla della sua storia e di quella vissuta da chi ha attorno. In Destiny, ad esempio, il tema principale è l’immigrazione e il difficile conflitto fra l’anima più orientale e quella più occidentale:

Its hard livin in the West – when I know the East got the best of me

In “Damascus” invece riflette sulle condizioni della Siria e in “Mother’s Day” cita Umm Kulthum e in “Superhero” parla di un “supereroe arabo” e di quello che servirebbe alla sua comunità per riuscire a rialzarsi.

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Abilità musicale

I pezzi di Omar Offendum però non sono però solo bei testi, il sound è americano fino nel midollo e ricorda molto il rap old school ma con delle coriste incredibili e una certa variazione di ritmo e di strumenti. La sua abilità nel parlare, in inglese prima e in arabo poi, mantenendo in entrambe il ritmo giusto, è da applausi. Ricordo quando iniziai ad ascoltarlo: ero ad un centro accoglienza con degli amici che lavoravano lì, appena misi Omar tutti i ragazzi del centro iniziarono subito a far palestra, riscaldati dal ritmo e dal fatto di mischiare Est e Ovest, arabo e americano.

Omar Offendum è un rapper che può piacere o meno ma sicuramente non può essere ignorato. La sua storia e la sua abilità lo rendono al giorno d’oggi uno dei pochi esempi di rapper artista ancora presenti in giro. Leggendario.

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