La stagione della migrazione a Nord di Tayeb Salih

Di Noemi Linardi

Una storia intensa, coinvolgente, violenta e metaforica, della libertà e difficoltà di essere se stessi. La storia di una generazione tra colonizzazione e indipendenza, tra “Oriente” e “Occidente”, e la forza di restare integri tra due mondi, di costruirsi a livello identitario.

Una storia in Sudan

Mi confrontai per la prima volta con Tayeb Salih al secondo anno di università e fu amore a prima vista, o per meglio dire a prima lettura. Una strana scoperta, io che non sapevo neanche dove fosse il Sudan, ne tanto meno che in questo paese, mezzo africano mezzo arabo, in cui si intrecciano tradizioni millenarie, fosse nato quasi un secolo fa una pietra miliare della narrativa araba.
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Khartoum, la capitale del Sudan
La storia racconta di un giovane che torna a casa sua, in un piccolo villaggio sulle sponde del Nilo, dopo 7 anni passati nel “paese dove si muore di freddo”, l’Inghilterra, per studiare. Ma nel suo vecchio paesino qualcosa è mutato, una presenza straniera, un uomo sconosciuto e diverso dalle persone del villaggio : Mustapha Said. I due uomini intrecciano poco a poco i loro destini e si scoprono più simili del previsto, tanto che, poco a poco, il narratore, ovvero il giovane, lascia il suo posto alla narrazione in prima persona di Mustapha Said, suo Alterego.

Più di una critica coloniale

Più che una critica coloniale vera e propria, come quella de l’orientalismo di Edward Said, il libro di Tayyeb è più una critica dell’arrivo inevitabile della modernità, che passa anch’essa ovviamente dalla colonizzazione, ma che dovrebbe essere periodica e lenta e non imposta dall’alto, perché crea degli effetti distruttori. In seguito quello che bisogna mettere in evidenza è che il libro è veramente incentrato sulla costruzione identitaria di Mustapha Said visto che la maggior parte della narrazione è occupato dal racconto della sua vita.

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Tayeb Salih

Figlio di un padre morto e di una donna divenuta ormai apatica, simbolo della terra violentata dal colonizzatore, M. S. cresce senza amore e senza sentimenti ma con un’intelligenza molto sviluppato. Arrivato in Inghilterra metterà in atto il suo piano di rivolta : conquistare giovani donne inglesi per indurle poi al suicidio. In questo gioco di seduzione malato il giovane Mustapha utilizza tutti gli stereotipi che gli inglesi hanno sugli africani per conquistare le ragazze. Ma una volta tornato in Sudan si costruirà una camera segreta, alla maniera inglese, dove il narratore pensa di vedere il suo riflesse una volta che Mustapha Said è sparito.

Anche la fine del romanzo è fortemente simbolica. Il narratore nuota da nord a sud fino a perdere i sensi, senza che si capisca se è vivo o morto, intrappolato tra questi due mondi.

Una storia di migrazione

“La stagione della migrazione verso il Nord” è così la storia di una migrazione, come quella degli uccelli, da Sud a Nord, e dell’arrivo inevitabile della modernità nella società tradizionale, con i suoi inevitabili effetti perturbatori.
Un libro che parlerà a tutti coloro che hanno migrato, come il volo di un uccello, in bilico tra due mondi, in continuo sforzo ma liberi, leggeri.
tayyeb salih
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