“Il pane nudo” di Mohamed Choukri

Un libro entrato, volente e nolente, nella storia della letteratura marocchina. Un libro con una storia tutta sua e un autore che è il ritratto del suo paese.

Il pane nudo

Il libro è un autobiografia e racconta dell’infanzia dell’autore. Nato negli anni “40 da una famiglia berbera molto povera sui monti del Rif  e costretto ad spostarsi a Tangeri a seguito di una grave carestia. Lì il piccolo Mohamed fuggirà dal padre violento ed alcolizzato, trasformando così la strada nella sua casa. Il romanzo è un’impietoso sguardo sulla realtà del Marocco di quegli anni, una società piena di prostitute, pederasti e drogati.

Mohamed Choukri
Tangeri

Mohamed Choukri non fa prigionieri nella sua autobiografia che risulta essere una delle più forti dell’intera letteratura araba. C’è da dire comunque che nel finale è presente una speranza per il Marocco e il suo popolo. Mohamed Choukri infatti imparò a leggere e a scrivere proprio in carcere grazie agli scritti del poeta tunisino Al Shabbi, riuscendo poi anche a diventare maestro e scrittore. Inoltre il romanzo ha il merito di essere uno dei pochi a trattare il Marocco negli ultimi anni della colonizzazione franco-spagnola.

For Bread Alone

Il libro fu scritto dall’autore su impulso dello scrittore statunitense Paul Bowles, che, sentendo Choukri parlare del racconto della propria vita, gli propose di tradurlo in inglese. Choukri, al momento di accettare, pare non avesse in realtà scritto una sola riga, e la genesi del romanzo fu estremamente rapida. La traduzione in inglese (For Bread Alone, 1973), venne condotta sul manoscritto (ancora inedito) in arabo, in collaborazione con l’autore, che spiegava a Bowles il testo servendosi di un mix di francese, arabo dialettale marocchino e spagnolo. Solo 1980 il libro venne tradotto in francese da Tahar Ben Jelloun e nel 1982 in arabo, scatenando tante polemiche da essere censurato in Marocco fino al 2000.

Mohamed Choukri
Mohamed Choukri

Il pane nudo di Mohamed Choukri è uno dei libri più interessanti in assoluto della letteratura marocchina, capace di immergere l’autore nei peggiori vicoli di Tangeri, facendogli provare la brezza di una vita e un tempo che sono difficili da spiegare altrimenti. Una vita che non poteva che essere un romanzo.

P.s. al tempo non riuscii a trovare l’edizione italiana, non so se la situazione sia cambiata ma paradossalmente, l’edizione inglese è quella originale.

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